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Cambio di destinazione d’uso e aumento dei carichi: come verificare la soglia del 10% nelle NTC 2018

La soglia del 10% del §8.4.3 NTC 2018 riguarda l’incremento dei carichi globali verticali in fondazione dovuto al cambio d’uso. Ecco come leggerla e verificarla correttamente.

Normativa verificata al
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Risposta diretta

In una frase

Nel §8.4.3 NTC 2018 la soglia del 10% riguarda l’incremento dei carichi globali verticali in fondazione dovuto al cambio di classe o destinazione d’uso: se l’incremento è superiore al 10% scatta l’adeguamento, e per questa fattispecie la verifica della struttura può assumere ζE ≥ 0,80.

Sintesi operativa

In breve

  • La soglia del 10% del §8.4.3, lettera c), non riguarda volume, superficie o carico di un singolo elemento: riguarda l’incremento dei carichi globali verticali in fondazione.
  • Il confronto va eseguito considerando i soli carichi gravitazionali nella combinazione caratteristica richiamata dalle NTC, confrontando situazione ante e post operam.
  • Se l’incremento supera il 10%, il cambio di classe o destinazione d’uso ricade tra i casi di adeguamento obbligatorio.
  • Per il caso della lettera c), le NTC 2018 consentono per la verifica della struttura un valore di ζE almeno pari a 0,80; non va confuso con i casi a), b) e d), per i quali è richiesto ζE almeno pari a 1,00.
  • La verifica va impostata sull’intera costruzione: controllare soltanto il solaio interessato dal cambio d’uso può portare a una classificazione errata.

La risposta breve è questa: la soglia del 10% prevista dalle NTC 2018 per il cambio di classe o destinazione d’uso non si calcola sulla superficie, sul volume o sul carico di un singolo solaio, ma sull’incremento dei carichi globali verticali in fondazione.

Il riferimento è il §8.4.3, lettera c), delle NTC 2018. Quando il cambio di classe o destinazione d’uso comporta un incremento superiore al 10% dei carichi globali verticali in fondazione, nella configurazione prevista dalla norma, l’intervento ricade tra quelli per i quali è obbligatorio l’adeguamento.

Per il quadro generale delle categorie di intervento conviene partire dalla pillar Interventi su edifici esistenti NTC 2018: locale, miglioramento o adeguamento?.

Cosa dice il §8.4.3, lettera c)

Il §8.4.3 individua i casi nei quali l’adeguamento della costruzione esistente è obbligatorio. La lettera c) riguarda il cambio di classe o di destinazione d’uso della costruzione o di parti di essa quando tale modifica comporta un incremento superiore al 10% dei carichi globali verticali in fondazione.

La norma specifica anche il modo in cui devono essere valutati tali carichi: il riferimento è alla combinazione caratteristica richiamata al §2.5.3, considerando i soli carichi gravitazionali.

Il concetto operativo è quindi:

cambio d’uso → variazione dei carichi gravitazionali → confronto globale ante/post in fondazione → verifica della soglia del 10%.

Perché si parla di carichi “globali” in fondazione

Se un piano passa da una destinazione con carichi variabili modesti a una destinazione più gravosa, non basta confrontare il carico del singolo solaio prima e dopo l’intervento.

Bisogna valutare quanto quel cambiamento incida sul totale delle azioni verticali gravitazionali trasmesse alle fondazioni dalla costruzione.

In termini operativi:

ΔNglob=Nglob,postNglob,ante\Delta N_{\mathrm{glob}} = N_{\mathrm{glob,post}} - N_{\mathrm{glob,ante}}

Il rapporto percentuale può essere espresso come:

η=Nglob,postNglob,anteNglob,ante\eta = \frac{N_{\mathrm{glob,post}}-N_{\mathrm{glob,ante}}}{N_{\mathrm{glob,ante}}}

La fattispecie della lettera c) ricorre quando:

η>10%\eta > 10\%

Queste formule servono solo a rendere leggibile il confronto. La combinazione di carico da utilizzare resta quella indicata dalle NTC.

Cosa deve entrare nel confronto ante e post operam

Per entrambe le configurazioni occorre determinare i carichi globali verticali in fondazione utilizzando criteri coerenti e considerando i soli carichi gravitazionali.

Nel bilancio entrano, secondo il caso:

  • pesi propri degli elementi strutturali;
  • carichi permanenti non strutturali;
  • carichi variabili pertinenti alle destinazioni d’uso;
  • variazioni introdotte dalle opere connesse al cambio d’uso.

Il punto chiave è mantenere lo stesso perimetro di confronto tra ante e post operam. Mescolare un denominatore globale con un incremento locale porta a una percentuale priva di significato normativo.

Esempio semplice: cambio d’uso di un solo piano

Immaginiamo un edificio esistente di quattro livelli.

Ante operam:

Nglob,ante=8.000 kNN_{\mathrm{glob,ante}} = 8.000\ \mathrm{kN}

Dopo il cambio d’uso del secondo piano:

Nglob,post=8.600 kNN_{\mathrm{glob,post}} = 8.600\ \mathrm{kN}

L’incremento è 600 kN e quindi:

η=6008.000=7,5%\eta = \frac{600}{8.000} = 7{,}5\%

In questo caso la soglia del 10% della lettera c) non è superata.

Se invece il valore post operam fosse 9.000 kN:

η=1.0008.000=12,5%\eta = \frac{1.000}{8.000} = 12{,}5\%

la soglia sarebbe superata e ricorrerebbe la fattispecie di adeguamento obbligatorio prevista dal §8.4.3, lettera c).

Il 10% non va verificato sul singolo solaio

Questo è uno degli errori più frequenti.

Un solaio può aumentare il proprio carico locale molto più del 10%, ma il controllo normativo della lettera c) riguarda l’incremento dei carichi globali verticali in fondazione dell’intera costruzione.

Un forte incremento locale può quindi produrre un incremento globale inferiore al 10% se interessa una porzione limitata dell’edificio. Al contrario, incrementi più modesti ma estesi a una parte rilevante della costruzione possono portare oltre la soglia.

Naturalmente gli elementi locali devono comunque essere verificati per i nuovi carichi. Restare sotto il 10% globale non elimina le verifiche di sicurezza locali.

Il 10% non è la soglia degli ampliamenti

Per gli ampliamenti di edifici esistenti il riferimento principale è la lettera b): opere strutturalmente connesse all’esistente e tali da alterarne significativamente la risposta.

La lettera b) non stabilisce una soglia generale del 10% di volume, superficie o carico.

Allo stesso modo, per la sopraelevazione e il recupero del sottotetto non si può trasferire automaticamente la percentuale della lettera c).

Quale combinazione di carico utilizzare

Il §8.4.3, lettera c), richiama espressamente la combinazione caratteristica di cui al §2.5.3, limitatamente ai carichi gravitazionali.

Una procedura trasparente è:

  1. definire i carichi permanenti e variabili ante operam;
  2. determinare il valore globale di riferimento in fondazione;
  3. definire i carichi post operam conseguenti al cambio d’uso e alle opere;
  4. applicare lo stesso criterio di combinazione alle due configurazioni;
  5. calcolare l’incremento percentuale globale;
  6. confrontarlo con il 10%.

Se rimango sotto il 10%, cosa succede?

Restare sotto la soglia significa soltanto che non ricorre automaticamente la specifica fattispecie di adeguamento obbligatorio della lettera c).

Non significa automaticamente che l’intervento sia locale. Occorre comunque verificare:

  • se ricorrono altri casi di adeguamento del §8.4.3;
  • se le opere modificano il comportamento globale;
  • se l’intervento deve essere classificato come locale o come miglioramento;
  • se gli elementi interessati risultano verificati per i nuovi carichi.

Quale ζE è richiesto se si supera il 10%

Per il caso della lettera c), le NTC consentono che dopo l’intervento il valore di ζE sia almeno pari a 0,80.

È un punto da non confondere con altri casi di adeguamento: per le fattispecie a), b) e d) del §8.4.3 il riferimento è invece ζE almeno pari a 1,00.

Come documenterei la verifica in relazione

Una relazione tecnica chiara dovrebbe mostrare almeno:

  1. destinazione e carichi ante operam;
  2. destinazione e carichi post operam;
  3. combinazione utilizzata;
  4. valore globale ante in fondazione;
  5. valore globale post in fondazione;
  6. incremento assoluto e percentuale;
  7. confronto con la soglia normativa;
  8. conclusione motivata sulla classificazione dell’intervento;
  9. verifica degli elementi locali interessati.

La percentuale finale, da sola, non basta: deve essere riproducibile da chi legge la relazione.

Conclusione

La soglia del 10% del §8.4.3, lettera c), è semplice solo in apparenza. Il passaggio decisivo è ricordare che il parametro è globale e riferito alle azioni verticali in fondazione, mentre il cambio d’uso può interessare anche soltanto una parte della costruzione.

Il modo più robusto di affrontare il problema è mantenere coerente il confronto ante/post, documentare i carichi utilizzati e non trasferire la soglia del 10% ad altre fattispecie, come ampliamenti o sopraelevazioni, dove le NTC adottano criteri diversi.

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Domande frequenti

FAQ

Il 10% delle NTC 2018 si calcola sul carico del solo piano interessato dal cambio d’uso?

No. Il §8.4.3, lettera c), fa riferimento ai carichi globali verticali in fondazione. Il confronto riguarda quindi l’effetto complessivo dei carichi gravitazionali dell’intera costruzione nella situazione ante e post operam, non soltanto il solaio o il piano oggetto del cambio d’uso.

Se l’aumento dei carichi è esattamente pari al 10% scatta l’adeguamento?

La formulazione delle NTC 2018 parla di incremento superiore al 10%. Letteralmente, quindi, la fattispecie della lettera c) ricorre quando l’incremento supera il 10%. Resta comunque necessario verificare se l’intervento ricade in uno degli altri casi di adeguamento obbligatorio previsti dal §8.4.3.

La soglia del 10% vale anche per un ampliamento?

Non come regola generale. L’ampliamento è disciplinato specificamente dalla lettera b) del §8.4.3, che guarda alla connessione strutturale con l’esistente e all’alterazione significativa della risposta. Il 10% della lettera c) riguarda invece l’incremento dei carichi globali verticali in fondazione conseguente a cambio di classe o destinazione d’uso.

Quale ζE è richiesto quando il cambio d’uso supera la soglia del 10%?

Per il caso di adeguamento di cui alla lettera c) del §8.4.3, le NTC 2018 stabiliscono che il valore di ζE dopo l’intervento deve essere almeno pari a 0,80.

Un cambio d’uso con incremento dei carichi inferiore al 10% è sempre un intervento locale?

No. Restare sotto la soglia del 10% significa soltanto non ricadere automaticamente nella specifica fattispecie di adeguamento della lettera c). La classificazione dell’intervento deve comunque essere valutata nel suo complesso.

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Fonti

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